La deforestazione è uno dei più grandi problemi ambientali della nostra epoca: l’impatto che questo fenomeno può avere (e sta già avendo) sul nostro ecosistema è di portata allarmante ed i Paesi occidentali stanno infatti cercando di rimediare a questo problema, che come vedremo è stato causato proprio da loro.

Con deforestazione si intende la riduzione delle aree verdi naturali della Terra causata dallo sfruttamento eccessivo delle foreste.

È uno dei principali problemi ambientali del mondo contemporaneo. La presenza delle foreste gioca un ruolo di grande importanza per il mantenimento degli equilibri dell’ecosistema. Tramite il processo della fotosintesi le piante sottraggono l’anidride carbonica nell’aria (effetto serra) rilasciando al suo posto l’ossigeno. Le foreste consentono di filtrare e trattenere le acque, riducendo i rischi idrogeologici del territorio, distruggere l’habitat per migliaia di specie animali e vegetali (biodiversità), aumentare l’umidità del clima, frenare l’erosione del suolo ecc. La deforestazione è il risultato di un’azione irrazionale dell’uomo. Quando il taglio degli alberi eccede il loro tasso di ricrescita, allora la popolazione di alberi si riduce (deforestazione). Col passare del tempo si ridurranno anche gli effetti positivi apportati dalle piante all’intero ecosistema.

La foresta è un’area naturale non antropizzata dove la superficie è interamente ricoperta da alberi ad alto fusto che crescono in maniera autonoma.

Si distingue dal bosco per la sua estensione, per essere definita foresta infatti deve avere una superficie minima di 0,5 ha. Le foreste mondiali vengono distinte e classificate seguendo sia un punto di vista botanico che geografico. La suddivisione standard segue un gradiente latitudinale che caratterizza la composizione botanica della stessa.

Dal punto di vista geografico abbiamo:

  • Foresta Equatoriale;
  • Foresta Tropicale;
  • Foresta Mediterranea;
  • Foresta Boreale;
  • Foresta Australe.

All’interno di ogni macro categoria a sua volta individuiamo delle sottocategorie che si distinguono prevalentemente dal tipo di flora presente.

Il DISBOSCAMENTO IN ITALIA

L’Italia, come del resto dei paesi occidentali, ha fatto enormi passi in avanti circa la deforestazione.

I secoli di rampante distruzione sono ormai alle spalle, la coscienza ambientale circa l’importanza delle foreste è ormai di dominio pubblico e pertanto difficilmente troveremo situazioni simili a quelle dei paesi in via di sviluppo.

Il rapporto della Guardia Forestale parla chiaro, negli ultimi 20 ani, il patrimonio forestale è aumentato di 1,7 milioni di ettari, per un totale di 12 miliardi di alberi e 10 milioni e 400 mila ettari di superficie boscosa.

Tuttavia, i passi in avanti che dovrebbe fare il nostro paese e l’Europa tutta è quella di aumentare la vigilanza circa i prodotti acquistati all’estero. E’ inutile controllare il proprio patrimonio boschivo e poi partecipare nel commercio di prodotti derivanti dalla deforestazione in altri paesi.

Tra il 2000 e il 2012 infatti, la superficie complessivamente disboscata per alimentare i consumi europei ammonterebbe a circa 2.4 milioni di ettari.

Da una parte proteggiamo, dall’altra partecipiamo alla distruzione.

Negli ultimi anni è comunque cresciuta la consapevolezza dell’importanza delle foreste. Ed è parallelamente  sorta spontanea la domanda sul ruolo del riscaldamento a legna e pellet: tagliare alberi per riscaldarci minaccia la sopravvivenza di boschi italiani? E vogliamo dirvi che la risposta è no, se legna e pellet sono sostenibili, ovvero se provengono da gestione forestale sostenibile.

Per questo motivo vi consigliamo di fare la scelta giusta e di rivolgervi esclusivamente a professionisti del settore.

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