Cippato: che cos’è e perchè utilizzarlo per la propria caldaia

Rispetto ad altri biocombustibili legnosi, il cippato è un  prodotto ancora poco conosciuto e poco utilizzato. In realtà esso possiede delle enormi potenzialità perché oltre ad avere un costo basso, è di semplice produzione, facilmente reperibile e molto alleato del pellet. Ma vediamo che cos’è, come è possibile classificarlo e utilizzarlo per la propria caldaia…

Che cos’è il cippato

Il cippato non è una vera e propria fonte rinnovabile. Non almeno come può esserlo il sole o il vento, tuttavia rappresenta un biocombustibile “green” ecologico al 100%.

Come il pellet è una biomassa derivante dal legno, nonché il risultato del suo sminuzzamento (cippatura) meccanico in piccoli pezzetti detti “chips” (scaglie) di dimensioni uniformi.

La classificazione del cippato

Il cippato viene classificato in base a caratteristiche quali la pezzatura, il contenuto idrico, il materiale legnoso di origine.

L’unità di misura utilizzata per il cippato è il metro stero riversato (msr) ovvero la quantità di cippato non accatastato contenuto in un contenitore di un metro cubo. In ogni caso in base alle dimensioni (o pezzatura) dei chips si distinguono:

  1. Cippato (G30);
  2. Cippatino (G10);
  3. Microcippatino (G5).

La norma definisce anche le diverse classi di pezzatura che sono tre: P16, P31,5 e P45.
•    La classe P16 avrà almeno il 60% in peso di scaglie di dimensione comprese tra 3,15 e 16 mm;
•    La classe P31,5 avrà almeno il 60% in peso di scaglie di dimensione comprese tra 3,15 e 31,5 mm;
•    La classe P45 avrà almeno il 60% in peso di scaglie di dimensione comprese tra 3,15 e 45 mm.

Come detto poc’anzi, il cippato può essere classificato anche in base alla percentuale di umidità presente al suo interno (un prodotto secco è in grado di garantire un alto potere calorifero).

I livelli di umidità del cippato sono i seguenti:

  • fresco di produzione, con un’umidità compresa tra il 40-50%;
  • secco, con un’umidità inferiore al 20%.

La differenza tra le qualità e le tipologie di cippato può essere rilevata anche valutando la natura stessa del legno. Il cippato premium, di alta qualità,  è costituito a 2/3 di legno duro e 1/3 di legno morbido, possiede una dimensione di 30 mm e un’umidità di circa il 15%.

Perchè utilizzare il cippato per alimentare la caldaia

Il cippato impiegato per le caldaie può essere differente.

Una prima distinzione si fa tra cippato fine, solitamente impiegato per l’uso domestico e cippato industriale: mentre il primo risulta essere più piccolo di 3 cm, il secondo, può arrivare ad una grandezza inferiore ai 6 cm.

Se le tue priorità sono il rispetto dell’ambiente e il risparmio economico, optare per una caldaia a cippato per il riscaldamento della tua abitazione è la scelta giusta.

Le caldaie a cippato infatti, sono le maggiori fonti di riscaldamento e inquinano pochissimo (in quanto consentono un rilascio minimo di agenti inquinanti nell’aria e una quantità irrisoria di ceneri dopo la combustione).

C’è da dire inoltre, che le caldaie a cippato possono essere usate non soltanto per la produzione di energia termica, ma anche per produrre elettricità.

Il loro impiego è consigliato per grandi complessi, come nel caso di condomini, enti pubblici: questo perché è necessario, come accennato in precedenza, uno spazio considerevole per andare a stoccare il combustibile da utilizzare per l’impianto.

Noi di Girasole ovviamente produciamo caldaie alimentate a pellet e cippato. Per saperne di più e conoscere tutti i nostri prodotti contattaci! Saremo lieti di soddisfare ogni tua curiosità o esigenza!